La mole degli studenti in quegli anni aumentò e dopo varie vicissitudini qualche anno fa i miei allievi decisero di chiamarci La Tigre Bianca.
Io sono un'istruttore sportivo presso la Società MC 360 a Pavia. La Tigre Bianca è però una Scuola di Arti marziali e come tale, non ha nessun vincolo (se non quando insegna all'interno di una Società), se non quello di seguire le origini insegnateci dai nostri Maestri, di seguire le regole comportamentali imposte dalla tradizione delle arti marziali e quelle scelte al momento della nascita della scuola.
Nelle origini per accedere all'insegnamento dovevi essere parte della famiglia del maestro. In qualche modo poi le cose sono cambiate e oggi possiamo dire, che se hai a cuore il tuo Maestro e il tuo Maestro ha a cuore te, il legame diventa molto profondo. Ecco perché è preferibile che un allievo sia libero di andarsene quando vuole piuttosto che resti nutrendo del risentimento. Molto spesso questo non viene capito perché siamo abituati a ragionamenti molto "poco istintivi". Andarsene significa cercare qualcosa di migliore per noi, non abbandonare. Andarsene a volte significa non avere più voglia di praticare e non "non essere capaci". Inoltre la "via" ci riserva sorprese. Ad esempio a volte è il Maestro che ci lascia e non capiamo il perché. Una volta, mi è stato spiegato, che il Maestro lascia quando subisce un'offesa profonda. Penso che questo sia naturale in tutte le questioni umane!
Maestro Chang Dsu Yao, il primo a costituire la più grande Scuola di Arti Marziali Cinesi in Europa.
Il Maestro, che è sempre allievo della vita, non smette di cambiare mai, esattamente come gli allievi. Ci sono varie vicissitudini nella vita che fanno in modo che essa scorra sempre in modo diverso anche se poi alla fine ci ritroviamo in perenni de ja-vu. Per fare un esempio penso alla "seconda occasione", quando ti viene ridata la possibilità in qualche modo di rifarti. Ma la questione meriterebbe di entrare molto più in profondità. Anche il nostro corpo ci da giornalmente quelle "seconde occasioni". Pensiamo a quando ci sentiamo in forma e ci sembra di stare come "quel giorno passato" e riusciamo a fare tutto tremendamente bene.
M° Shirai KARATE, vive a Milano, uno dei primi orientali a portare la tradizione delle arti marziali. Uno dei primi Maestri del Maestro Ghezzi.
Le arti marziali sono uniche sotto questo punto di vista. Esse si muovono attraverso il non/agire, il non/pensare, ed ecco perché continuare a voltarsi indietro non ha senso. Quando hai capito, hai sentito, hai assimilato devi soltanto essere ciò che sei. I Maestri non permettono tante discussioni agli allievi, non perché sono superiori o si reputano tali, ma perché anche la discussione ha bisogno di una pratica. Le parole che escono dalla bocca tra allievo e maestro, viaggiano su canali diversi, sono svincolate dalle buone maniere, sono istintive, leali e sincere. Se tra allievo e maestro viene a mancare la lealtà (l'istinto e la sincerità) il rapporto è interrotto. Questo come in tutte le relazioni umane naturalmente!
M° Giuseppe Ghezzi, Caposcuola Scuola Chang, da 50 anni studia il suo Chi.
Noi praticanti di arti marziali dovremmo tenere molto a cuore questa lealtà che si regge su tali principi fondamentali:
- non criticare - usa bene il tuo tempo
- non giudicare - sii curioso
- non maltrattare - sii gentile
- non umiliare - sii amorevole
- non incolpare - la colpa è una scusa
- non interpretare - fai col corpo poi la testa segue
- non insinuare o calunniare - parla schietto
- non lamentarti - la vita è dura lo sai già
articolo molto intressante, vorrei porvi una domanda, ma la foto del M° Chang Dsu Yao che fa il saluto, dove è stata scattata? E quel quadro con sfondo nero non l'ho mai visto, è possibile saperne il significato?
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